Il vino Made in Italy è apprezzato in tutto il mondo. Gli ultimi dati sulle esportazioni a livello mondiale

In occasione dell’edizione 2016 di Vinitaly, che si è tenuta a Verona dal 10 al 13 aprile, Coldiretti ha diffuso i risultati di un’analisi condotta sulla base dei dati Istat che evidenzia un’importante crescita nel valore delle esportazioni di vino Made in Italy. Negli ultimi dieci anni il valore dei vini italiani all’estero è raddoppiato, facendo segnare un aumento record del 79% e raggiungendo il massimo storico di 36,8 miliardi di euro nel 2015, anno che ha segnato la conquista da parte dell’Italia del primato mondiale davanti alla Francia, con la quale si è sempre conteso lo scettro dell’export vino.

I consumi interni invece si sono ridotti a un terzo, quantità inferiore a quella nel resto del mondo. Attualmente ogni italiano beve in media 37 litri di vino all’anno. Il calo nella quantità di vino consumato non è però accompagnato da una riduzione della qualità: si beve meno ma si beve meglio.

Anche all’estero il vino italiano è sinonimo di qualità e continua ad essere il prodotto agroalimentare più venduto in assoluto, aprendosi anche a nuovi mercati. L’America, da sempre considerato regno incontrastato della birra, è oggi il maggior consumatore di vino italiano, con un quantitativo di circa 2,4 milioni di ettolitri. Seguono la Germania, con una quota di mercato stimata intorno al 14% del totale, e il Regno Unito dove si registra una forte crescita. La Cina rappresenta un altro mercato dove è in forte sviluppo il consumo di vino, che viene considerato un’alternativa più raffinata rispetto ai super alcolici.

Altri mercati di riferimento per l’export italiano sono rappresentati dalla Svizzera, dal Giappone e dalla Russia. Un’altra sorpresa, il vino italiano sembra stia entrando nelle abitudini alimentari dei paesi del Nord Europa.

La Danimarca risulta settima tra gli importatori di vino italiano. Un dato importante: la popolazione danese è formata da soli 5 milioni di abitanti. La Danimarca è anche l’unico stato nordeuropeo a non avere il monopolio sul vino e nonostante ciò preferisce di gran lunga il vino italiano a quello francese. E’ facile intuire che i mercati del Nord Europa hanno tutte le potenzialità per diventare un punto di riferimento per i produttori italiani in un prossimo futuro.

L’Oltrepò Pavese che rappresenta il primo terroir vitivinicolo della Lombardia guarda con molta attenzione ai mercati esteri forte di un’ampia gamma di vini che è in grado di offrire, da rossi strutturati a vini bianchi frizzanti fino a vini da dessert e grandi spumanti. Sempre secondo le analisi condotte da Coldiretti, tra il 2010 e il 2015 il valore dell’export totale del vino lombardo è cresciuto del 20%, raggiungendo la quota di 255 milioni di euro. Numeri che mostrano come il nostro territorio sia in grado di produrre un’alta qualità e un’eccellenza che viene apprezzata e consumata in tutto il mondo.